“Dovremmo essere più presenti sui social” è una frase che molti imprenditori si sentono dire (o dicono a se stessi) da anni, senza però sapere esattamente da dove cominciare. Aprire una pagina Instagram o un profilo LinkedIn è semplice; costruire una presenza social che porti risultati concreti richiede invece un metodo.
Questo articolo è pensato per chi parte da zero o quasi: vediamo come scegliere i canali giusti, cosa cambia tra presenza organica e investimenti pubblicitari, e come definire un tone of voice coerente con la propria azienda. Per saperne di più, puoi sempre comprendere come lavoriamo, dare uno sguardo al nostro portfolio o contattarci qua!
Il primo errore è esserci ovunque
La tentazione più comune è aprire un profilo su ogni piattaforma esistente, nella convinzione che “più canali, più visibilità”. Nella pratica, questo porta quasi sempre a contenuti pubblicati con poca costanza, qualità discontinua e risultati deludenti su tutti i fronti.
La domanda da porsi non è “su quali social dovrei essere”, ma “dove si trova davvero il mio cliente ideale, e con quale intento lo cerca lì”.
Come scegliere i canali giusti in base al settore
Ma allora come scegliere i canali giusti in base al settore? La risposta merita un’analisi specifica e approfondita, ma è pur sempre possibile fornire qualche spunto di massima.
Ideale per business con un forte componente visivo: retail, ristorazione, design, artigianato, beauty, turismo. Funziona bene per costruire identità di marca e mostrare il “dietro le quinte” dell’attività.
La piattaforma di riferimento per il B2B, i servizi professionali, la consulenza e il settore tecnico. È il canale dove si costruisce autorevolezza attraverso contenuti di valore, non solo promozionali, e dove si generano contatti qualificati nel mondo business.
Resta rilevante per raggiungere un pubblico più ampio e trasversale per età, soprattutto a livello locale: attività commerciali, servizi alla persona, eventi. Utile anche per la pubblicità a pagamento con un buon rapporto costo/risultato su target locali.
TikTok
In crescita anche per pubblici adulti e settori B2B in chiave più creativa, è particolarmente efficace per brand che vogliono raggiungere un pubblico giovane o comunicare con un linguaggio diretto e informale.
Presenza organica vs paid: cosa cambia
Una distinzione che spesso genera confusione riguarda la differenza tra contenuti organici e campagne a pagamento.
- La presenza organica è ciò che pubblichi senza budget pubblicitario diretto: post, storie, reel, articoli. Costruisce relazione e fiducia nel tempo, ma con una visibilità progressivamente limitata dagli algoritmi delle piattaforme, che privilegiano i contenuti sponsorizzati.
- Le campagne paid sono investimenti pubblicitari mirati, che permettono di raggiungere un pubblico specifico in base a interessi, comportamenti, localizzazione geografica, con risultati misurabili in tempi più rapidi.
La combinazione efficace, nella maggior parte dei casi, prevede contenuti organici che costruiscono identità e fiducia nel tempo, affiancati da campagne paid mirate per generare contatti o vendite in momenti specifici (lanci, promozioni, periodi di stagionalità).
Come definire un tone of voice aziendale
Il tone of voice è il modo in cui l’azienda “parla” attraverso i contenuti: formale o informale, tecnico o accessibile, ironico o istituzionale. Per definirlo in modo coerente, alcune domande utili:
- Come parlerebbe la tua azienda se fosse una persona in una conversazione con un cliente?
- Quali parole ed espressioni usa già il tuo pubblico target quando parla del tuo settore?
- Cosa distingue il tuo modo di comunicare da quello dei tuoi competitor diretti?
- Quanto formale o informale puoi permetterti di essere in base al tuo settore e al tuo pubblico?
Un tone of voice coerente, mantenuto nel tempo su tutti i canali, è uno degli elementi che rende un brand riconoscibile anche senza vedere il logo.
📩 Vuoi capire quale strategia social è adatta alla tua azienda? Scopri il nostro servizio di Social Marketing: analizziamo il tuo settore e il tuo pubblico per costruire un piano su misura.
Checklist: fai il sulla tua situazione attuale
Prima di lanciarti in un piano editoriale, vale la pena fare una fotografia onesta della situazione attuale:
- Su quali canali è già presente la mia azienda, anche in modo informale?
- Quanto è costante (o incostante) la pubblicazione di contenuti finora?
- Conosco il profilo demografico e gli interessi del mio pubblico su questi canali?
- Ho già investito in campagne a pagamento, e con quali risultati?
- Esiste già un tone of voice riconoscibile o ogni contenuto sembra scritto da una persona diversa?
- Ho un obiettivo misurabile per la presenza social (lead, vendite, notorietà) o pubblico “perché si deve fare”?
Rispondere con onestà a queste domande è il primo passo per costruire un piano social che abbia davvero senso per il tuo business, e non solo per “esserci”.
Contattaci per avere un primo parere
Avviare il social media marketing della propria azienda non significa essere presenti su tutte le piattaforme, ma scegliere con criterio dove e come comunicare, distinguendo il ruolo della presenza organica da quello delle campagne a pagamento, con un tone of voice riconoscibile nel tempo.
Partire con un metodo, invece che per tentativi, fa la differenza tra un profilo social abbandonato dopo due mesi e una presenza che genera valore reale per il business.
👉 Scopri il nostro servizio di Social Marketing: ti aiutiamo a costruire una strategia social coerente con i tuoi obiettivi, dalla scelta dei canali alla gestione dei contenuti.



